Una finale “ancora” da giocare

Correva l’anno 1949, esattamente il 4 maggio, quando l’aereo del Gran Torino di ritorno dall’amichevole disputato contro il Benfica, si schiantò contro la Basilica di Superga causando la scomparsa dell’intera squadra e dell’equipe a bordo.

Giorni come questo riecheggiano, seppur a distanza di tempo, fino ad oggi, quando si pensa che tragedie simili non debbano più accadere, quando si pensa che sia un’unica disgrazia lontana, ma pur sempre ricordata e rispettata, eppure il destino ci porta a dover nuovamente fronteggiare tali situazioni.

Oggi probabilmente molti di noi hanno conosciuto una squadra brasiliana, nota come Associação Chapecoense de Futebol, o semplicemente Chapecoense, che ha fatto sognare i suoi tifosi, ma anche gli stessi giocatori e dirigenti.

La storia di questa squadra parte dal 1973, nasce dalla fusione tra l’Atlético Chapecoense e l’Independente. L’anno dopo vince il campionato dello Stato di Santa Catarina, (stato dove ha sede la squadra)  e dopo una stagione ai massimi livelli nel Campionato Brasileiro di Seria A, solamente nel 1996 tornerà a vincere il campionato di stato.

Nel 2006 si aggiudica la Coppa Santa Catarina, e precisamente un anno dopo trionfa nuovamente nel campionato di stato, per poi replicare il trionfo nel 2011.

Finalmente dopo anni nelle categorie minori e grandi sacrifici, nel 2014 si posiziona seconda nel Campionato di Serie A alle spalle del Palmeiras.

Il 2016 è l’anno del sogno bianco-verde,  probabilmente l’apice da tanto sognato dagli stessi giocatori e tifosi; la squadra si qualifica per la prima volta alla Coppa Internazionale arrivando addirittura in finale dopo aver battuto gli argentini del San Lorenzo.

1480397623_017517_1480398498_noticia_normal

Quanti ragazzi brasiliani, ma non solo, nati nella povertà sognano un evento di tale livello, un’evento per il quale solamente respirare diventa pesante e affannoso data la gioia e passione del quale è impregnata l’aria.

Oggi questa squadra è stata ingiustamente portata via da quel destino beffardo, quello che non guarda in faccia niente e nessuno strappandoci via ogni lacrima che ci rimane proprio quando ci vede sorridere e gioire.

La tragedia si è consumata vicino alla città colombiana di Medellin, l’aereo si sospetta per un guasto elettrico si è schiantato al suolo causando la morte di quasi tutti i passeggeri ed equipaggio, pochi sono i superstiti.

Le vittime dell’incidente in totale sono state 71, i sopravvissuti 6. I brasiliani rimasti uccisi sono 18 giocatori, 25 persone tra dirigenti, personale tecnico e invitati del club, 20 giornalisti che avrebbero dovuto seguire la finale della Copa Sudamericana.

A distanza di giorni si può confermare che l’incidente sia stato provocato da un’avaria elettrica causata dall’esaurimento del carburante del velivolo; diverse le ipotesi dell’insufficienza del carburante, secondo alcuni il pilota ha cambiato il piano di volo che prevedeva un rifornimento a Bogotà, mentre secondo altre fonti il pilota non rivelò di essere rimasto a secco per il timore di vedersi revocata la licenza di volo.

timthumb.jpg

Pare giusto ricordare in un giorno di dolore come oggi tutte quelle persone che avevano un sogno e stavano per realizzarlo, in ogni caso non sarà la morte a portare via loro la felicità, gioia, passione e tutto l’universo di sentimenti che hanno provato proprio il giorno della qualificazione alla finale, il 24 novembre scorso.

 

Apprezzabile il gesto della squadra colombiana, contro la quale dovevano confrontarsi i brasiliani, l’Atletico Nacional ha infatti proposto la vittoria a tavolino del Chapecoense.

Recenti fonti prevedono l’assegnazione della Coppa alla squadra brasiliana, e intanto ieri, 3 Dicembre, allo stadio Arena Condà di Chapecò, sotto una pioggia battente, migliaia di persone hanno reso un’ultimo omaggio alle 71 vittime.

Nello stadio rimbomba ancora l’urlo di tutta la folla, Forza Chape, ricordando le vittime del disastro con la liberazione di 71 piccioni che si librano nel cielo.

Commuoventi le immagini, i giocatori che non sono partiti per la finale sono scesi in campo in onore dei loro compagni, commossi e in lacrime davanti ai loro tifosi e a numerosi altri presenti come il presidente brasiliano Michel Temer, che questa mattina ha accolto i feretri arrivati dalla Colombia, il presidente della Fifa Gianni Infantino, gli ex calciatori Luis Figo, Clarence Seedorf e Carles Pujol, il giocatore del Real Madrid Lucas Silva, il ct della Selecao, Tite, il presidente della Cbf, Marco Polo del Nero.

Tantissimi sono i club che si sono uniti al dolore dei familiari dei giocatori e di tutti gli altri deceduti.

Di seguito il video dell’ultimo solenne saluto.

 

The Omniscient

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...